“Il poliedrico SID in B/N” (in corso di stampa) – Premessa
Qualunque forma espressiva che ambisce ad essere arte nasce dalla necessità di rivelarsi direttamente o indirettamente, in relazione alla condizione fisica e psicologica che in quell’attimo si sta vivendo.
C’è un momento, infatti, in cui non basta il contesto limitato in cui ci si muove, ma si sente il bisogno di rivolgersi a una platea più ampia, per dare sfogo al proprio travaglio e rivolgersi a un pubblico potenziale – indefinito – che potrebbe costituire un punto recettore di quello che si ha in animo di esternare.
Ne derivano, artisticamente, risultati che costituiscono per ognuno linguaggio espressivo. Testuali, scultorei, pittorici, fotografici e quant’altro sono i canali culturali che consentono di esprimere il talento che si cela in ciascun individuo, destinato a crescere e affinarsi con lo studio, le frequentazioni, i confronti e tanto altro.
È in quest’ottica che, pur non esperto della materia, mi piace avventurarmi nella disamina di alcune produzioni artistiche di SID, con l’idea di interpretare delle sue creazioni senza la presunzione di poter addivenire a certezze o a quelle verità che solo l’autore detiene, maturate durante l’ideazione e la realizzazione di ogni opera.
Il Poliedrico SID in B/N, scelto come titolo del libro programmato in stampa per il prossimo settembre, non corrisponde a un caso, per il semplice fatto che sono molte le figure sfaccettate manifestate e che configurano l’artista.
Ovviamente come oggetto da classificare nei poliedri irregolari, ovvero a figure geometriche tridimensionali che non soddisfano le condizioni di regolarità.
Ciò significa che le facce delimitanti possono non essere poligoni regolari: poiché “non hanno lati e angoli interni di misura uguale, non sono identici tra loro”.
Le diverse produzioni artistiche di SID potrebbero anche ben corrispondere a maschere pirandelliane, indossate e proposte con scelte estetiche secondo l’umore, lo stato d’animo o la semplice sensazione del momento e che ciascun osservatore, a sua volta, potrà interpretare seguendo istinti o logiche analoghe, quindi, usando una grammatica e una sintassi contrapposta che potrebbe anche riflettersi.
Nelle creazioni di SID trasparenze, ombre, limpidezze, foschie e giochi di specchi si combinano ogni volta nel messaggio artistico che assembla componenti, contrapponendosi alle chiavi culturali usate come osservatori o, per meglio intendere, gli occhiali di cui si dispone e che all’occorrenza vengono indossate per leggere.
Come accade in letteratura ogni lettura o rilettura, quindi, resta sempre legata al momento. Così ché riprendere in mano un libro per tornare a decifrare i messaggi insiti in un romanzo o anche per vedere con occhi diversi la storia nel tempo genera sempre risultati differenti.
Ancor di più, talvolta potremmo capire certi risvolti solo nel trovarci a vivere situazioni particolari ovvero in età matura, collegando accadimenti e cose anche alle nostre esperienze.
Quanto si andrà a leggere potrà, talvolta, anche costituire una provocazione, nel caso voluta, finalizzata sempre all’intento di stimolare riflessioni che mettano in primo luogo in dubbio presunte verità.
Utili provocazioni per capire e prospettare ipotesi e interpretazioni altre, mai univoche; che possano indurre l’osservatore/lettore anche a possibili scoperte o revisioni e con lo scopo di tenere costantemente vivo quel dubbio cartesiano che non certifica certezze (Cartesio rimane famoso per due cose: il dubbio metodico e la sua frase in latino “Cogito, ergo sum”, ovvero “Penso, dunque sono”).
Buona luce a tutti!
© Essec



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