Giuseppe Conte e Gianrico Carofiglio si potrebbero in qualche modo ben definire due anime gemelle
Accade molto più spesso di quanto possiamo razionalmente credere che leggendo libri d’autori differenti, la casualità e il fatalismo s’incrocino per fissare in entrambe le opere letterarie delle tracce ben definite. Può quindi succedere – e capita spesso - come, senza una logica spiegazione, le letture delle rispettive opere riescano a completarsi vicendevolmente, fissando ed estendendo concetti, come a voler percorrere quel “fil rouge” della narrazione popolare cinese. Rendendo evidente quel filo rosso che, secondo tradizione ogni persona porta, fin dalla nascita; invisibile e legato al mignolo della mano sinistra che lega alla propria anima gemella. Nel caso in esame le anime gemelle ricollegabili alla leggenda sarebbero Giuseppe Conte e Gianrico Carofiglio per gli ultimi loro libri scritti (rispettivamente, “Una nuova primavera” e “Accendere i fuochi”); entrambi accomunati nella “speranza” di realizzare i presupposti laici per addivenire a cambiamenti volti a realizzare un mon...










