Così è se vi pare



"Di fronte allo schermo del computer, mentre le dita scivolano sui tasti e scrivo, ascolto i notiziari attraverso le voci che provengono dalla radio, e il bollettino quotidiano nel suo freddo esporre la cronaca giornaliera elenca il numero delle vittime del martoriato girone d’inferno che è la Striscia di Gaza, o del non meno martoriato Libano, in cui Israele ha esteso i suoi confini di guerra con l’alleato statunitense contro l’Iran nemico giurato di sempre."
Il periodo estrapolato dall’articolo di Francesco Cito, pubblicato sul numero di maggio del bimensile Dialoghi Mediterranei, accompagna un suo ricco reportage fotografico.

Per consentire ad altri di condividere spunti di riflessione, riporto di seguito le considerazioni espresse dall’amico Pippo Pappalardo che, per certi aspetti, richiamano il contenuto del brano pacifista "Blowin' in the Wind" di Bob Dylan.
“La prima vittima di ogni conflitto bellico è sempre la verità. La preghiamo, la pretendiamo, la cerchiamo con sincerità e buona fede, eppure ci sfugge appena oltrepassiamo un confine, un palmo di territorio, un credo. Ciò nonostante dobbiamo insistere, lottare, testimoniare: lo dobbiamo fare per cancellare le sciagure del passato, anche quello più prossimo, lo dobbiamo fare per le speranze dell'umanità tutta. E questo impegno non può essere disgiunto dalla pietà, sentimento umanissimo che deve farci cancellare le ideologie, i credi religiosi, le presunte identità. Si è fotografi quando si diventa poveri, svuotati da tutti gli ismi; e si accoglie quella voce che non è scomparsa nel vento ma aspetta "di passà a nuttata".

Nel numero del 1^ maggio della rivista web curata da Antonino Cusumano risultano pure pubblicati altri tre articoli che trattano di fotografia. Col sospetto che si sia voluto quasi volutamente replicare un esperimento ben riuscito sulla filmografia, che ebbe a coinvolgere soggetti eterogenei nello scrivere una recensione su uno stesso film, senza che ciascuno di loro sapesse dell’incarico contemporaneamente assegnato agli altri.
Come accaduto nell’esperimento filmografico, l’ultima pubblicazione di Dialoghi Mediterranei presenta, in questo caso, quattro articoli disomogenei concepiti da altrettanti fotografi, autori oltre che del testo anche delle immagini annesse e dagli stessi scelte.
Quattro articoli che possono ben costituire degli esempi emblematici per il diverso modo d’intendere la funzione e lo scopo del loro fare fotografia.
Al riguardo occorre andare a leggere i quattro articoli elencati di seguito, per avere modo di cogliere le evidenti potenziali differenze contenutistiche implicite nella fotografia, sia concettuali che estetiche. Per coerenza, quindi, il titolo di questo pezzo deve necessariamente richiamare quello di un'opera del mitico nostrano Pirandello.

Buona luce a tutti!

© Essec

Francesco Cito - http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/ricordi-e-rabbia-di-un-reporter-sul-fronte-di-guerra-in-palestina/
Lillo Miccichè - http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/fotografare-tra-passione-e-responsabilita/
Nella Tarantino - http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/mediterraneo/
Tano Siracusa - http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/agrigento-la-fotografia-e-il-tempo/

Commenti