Trasformarci tutti in una novella Letizia Battaglia o in un nuovo Cartier Bresson …..
Ho scoperto Virgilio attraverso i social, appassionandomi fin da subito al suo modo di cogliere la realtà, raccontata con strisce fotografiche originali.
Quest’inverno ci siamo incontrati di persona e ho avuto conferma su quanto intuito.
Di lui ho scritto su “Laquartadimensionescritti” e i colloqui o i brevi silenzi durante una passeggiata in comune, nel suo “territorio di caccia”, hanno messo in luce una generosità nel rivelare i luoghi e una empatia inattesa.
Le sue pillole “pasoliniane” postate su Instagram raccontano tanto e descrivono attraverso una efficace concettualizzazione scritta con immagini rigorosamente in bianco e nero.
Nel suo fotografare c'è sia il banale, il quotidiano, la protesta, i paradossi, che segnali importanti che navigano sottotraccia. Ovvero ciò che si riesce a vedere usando gli occhi incontaminati dell'adolescente.
Nelle sue proposte esce fuori l’animo fanciullesco che tutti noi conserviamo dentro, che rimane dormiente, indifferente al passare degli anni e che ci impegniamo ogni giorno a nascondere.
A conferma di queste considerazioni riporto di seguito il suo commento al mio primo libro autoprodotto nel 2021, in tempo di Covid, affiancando mie fotografie a dei testi che, nell’intenzione, volevano essere "scritture fotografiche" quasi parallele e che recentemente ha avuto un seguito (ma senza fotografie) con la pubblicazione di "Laquartadimensionescritti".
Lascio giudicare a chi legge la bella fotografia critica che Virgilio è riuscito a realizzare.
“Le riflessioni su “Fotogazzeggiando” dicono tanto dell’autore e del suo pensiero in particolare.
Innanzi tutto mi piace tanto la forma del racconto breve, che permette di avvicinarsi per gradi a quello che pare una messa a nudo sincera di chi scrive verso chi legge, senza nessun tipo di sterile, quanto inutile, boria accademica.
La fotografia, a dispetto della sua giusta e riconosciuta fama di arte con la A maiuscola, in grado di stimolare cioè la creazione di scuole di pensiero e relativi capolavori, è stata altresì capace di generare tutta una serie di convenzioni inutili, quanto deleterie, che nulla hanno a che fare con la spontaneità. Nel farlo ha poi creato tutta una serie di prototipi umani autoreferenziali che fanno della saccenza e del vano esibizionismo il loro mantra quotidiano.
Per non parlare poi del bombardamento mediatico e strumentalmente seducente del materiale tecnico con cui si spingono i fotoamatori all’acquisto - a suon di euro – di miracolose “macchine fotografiche” in grado di trasformare tutti in una novella Letizia Battaglia o in un nuovo Cartier Bresson ….. con un semplice clic, per poi passare a credersi addirittura dei novelli artisti, se non delle potenziali star fotografiche nel vanaglorioso mondo dei social, a suon di cuoricini e likes.
Con gli scritti di “Fotogazzeggiando” l’autore è riuscito a bypassare difetti, passando da un argomento all’atro con la leggerezza che solo una genuina passione può fare; mantenendo la barra dritta sul motivo da cui tutto è partito e cioè la curiosità e, soprattutto, l’osservazione di tutto ciò che ci passa davanti durante la nostra esistenza e che, attraverso la scoperta dello sguardo fotografico, riusciamo a fissare con la speranza forse vana ma sinceramente priva di aspettative che tutto ciò ci possa rendere più leggeri e meno ancorati alla visione mainstream che ci viene propinata tutti i giorni.
F.to Virgilio.”
Resto molto contento di aver suscitato queste parole, che in qualche modo seguono anch'esse la traccia del mio “cazzeggio” leggero.
Buona luce a tutti!
© Essec



Commenti
Posta un commento