“Ingiustizia epistemica, stigma e agency in Psichiatria - Uno studio qualitativo sul vissuto di persone con paranoia” di Chiara Punzi
In premessa si riprendono dal web le due definizioni che consentono di concettualizzare e distinguere funzioni complementari diffuse. Questo per venire a recensire due prodotti editoriali assai differenti come genere: un romanzo e una tesi di laurea.
Internet “dice” che, mentre la psichiatria si occupa di disturbi mentali a carico del sistema fisico dell'essere umano, la psicologia guarda gli aspetti emotivi e cognitivi del disturbo mentale. Con conseguenze sul lato pratico assai notevoli, in quanto lo psichiatra richiede e valuta essenzialmente esami medici, prescrive farmaci generici e psicofarmaci.
Fatta la dovuta differenziazione dei ruoli, è stata la lettura del libro di Michela Marzano “Qualcosa che brilla” che mi ha indotto a focalizzare la differenza, facendomi tornare in mente l’interessante articolo di Chiara Punzi e Lisa Bortolotti, pubblicato su E&F Verde lo scorso 20 novembre.
In forza di ciò ho chiesto alla Dr.ssa Punzi una copia della sua tesi di laurea da cui aveva preso spunto l’articolo: “Ingiustizia epistemica, stigma e agency in Psichiatria”.
La lettura dell’elaborato ha corrisposto alle aspettative, risultando interessante a tal punto da consentirmi d’incrociare i contenuti del romanzo della Marzano con quelli della tesi. Rispecchiando personaggi e cause, riuscendo i due testi quasi a fondersi per venire a creare un racconto completo. Mostrando in un unicum i due lati della medaglia.
Del resto, lo psicologo protagonista centrale del romanzo aveva un trascorso da psichiatra.
Nella mia visione, i soggetti narrati in “Qualcosa che brilla” potrebbero quasi sostituirsi o essere inseriti tra quelli campionati nella tesi, fondendo così fantasia e scienza, teoria e pratica.
L’operazione, a mio parere, ha creato il risultato di rendere maggiormente comprensibili i tanti aspetti psicologici (o psichiatrici) che, seppur parzialmente e in certi momenti ci vedono - anche per bevi momenti - come protagonisti e che sono assai frequenti in moltitudini. che frequentiamo nel contesto sociale che ci circonda.
Entrambi i lavori editoriali trattano di patologie in espansione che inducono a riflettere e verificare come anche storie romanzate, frutto di fantasie, possono perfettamente incrociarsi con trattati scientifici, afferenti a studi specifici riguardanti problematiche analoghe.
Al di là del rapporto anzidetto, nei suoi contenuti, la tesi di laurea è ampia, puntando su aspetti che caratterizzano anche la creatività e l’arte in genere.
Nella tesi si legge: “ciascun gruppo sociale, in ciascuna epoca storica, ha la propria episteme, che orienta la costruzione dei saperi e guida l’agire, ed è a sua volta orientato specificamente da chi, in quella contingenza storico-sociale, detiene il potere”. Per dire che tutto quanto rimane sempre correlato ai potentati e alle culture del tempo, presenti nei rispettivi luoghi.
La tesi conclude, con esempi pratici di letture interpretative di disegni dei pazienti campionati (che, per similitudine, sono associabili alle fotografie); illustrazioni libere che consentono allo psichiatra di vedere oltre rispetto a quanto possa essere esplicitato a parole, anche da un “autore abile e acculturato”.
Pure le fotografie, specie nel concettualismo moderno, espresse nelle loro multiformi tematiche e stili, ambiscono a trasmettere un significato, con messaggi che mirano ad essere letti.
Valgono anche qui le variegate due facce laterali che compongono un triangolo isoscele bidimensionale, con ai due lati e una base. L’intenzione creativa del fotografo in un lato, l’oggetto artistico alla base e tanti osservatori dall’altro lato che, alternandosi come utenti, verranno a proporre tante letture verosimili; tutte, però, personalizzate e talvolta diverse.
Buona luce a tutti!
© Essec



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