In questi giorni bui e politicamente confusi, rifugiarsi in un piccolo angolo per parlare di fotografia forse può consolarci.
Le tante idee che nascono per manifestare pensieri e sviluppare discorsi attraverso le immagini aiutano, per quell’immediatezza comunicativa che consente agli altri di leggere velocemente secondo una grammatica e sintassi propria.
Nel mondo Fiaf, reduce da un Congresso nazionale ben riuscito e da una stagione post-Covid rivelatasi molto produttiva, si è avviato per il 2022 un nuovo tema che, stante le partecipazioni, sta coinvolgendo molti appassionati.
Il tema “Confini”, è quello scelto fra i cinque che erano stati proposti ai Coordinatori dei LAB Cult Fiaf prima che scoppiasse la guerra in Ucraina e che, come poi precisa nella sua presentazione Silvano Bicocchi, “con questo spaventoso evento è evidente che ha assunto un senso geopolitico che probabilmente ben in pochi avevano in mente nello sceglierlo come tema; non facciamoci quindi condizionare da questa imprevedibile catastrofe e sviluppiamolo in tutte le declinazioni che nascono nella nostra immaginazione”.
Le elaborazioni portate avanti nei concept di quest’anno sembrano aver recepito pienamente l’invito di Silvano; sono infatti tanti i LAB venutisi a formare nel rispetto del regolamento che coordina e fissa i termini dell’operazione.
Del resto, queste opportunità rispondono alla insopprimibile voglia di voler sperimentare nuove possibili strade, e per gli appassionati di fotografia, al di là dei consueti concorsi e degli eventi espositivi, costituiscono una ulteriore possibilità di confrontarsi, nel cercare di sviluppare creatività; libere di interpretare l'unico argomento prescelto, comune ai tanti LAB.
Sono indubbiamente opportunità per proporre idee, possibilmente originali, senza barriere o preconcetti, sicuri di poter così accedere e partecipare a discussioni che, seppur sotto la supervisione di un coordinatore chiamato ad assemblare le singole proposte accettate dal gruppo, aiutano a far crescere la propria visione sulla fotografia, soprattutto come arte che - con immediatezza di linguaggio - intende comunicare.
Un obiettivo non da poco che al contempo intriga molto perché, a prescindere delle specificità delle proposte dei singoli partecipanti, torna molto utile e alquanto formativo nell’insegnare/imparare ad ascoltare il parere degli altri; su tutte le proposte e anche su quelle che, magari, a primo impatto, non siamo riusciti a comprendere.
Un travaso di sapienze e conoscenze in gruppi misti, compositi e variegati, in un confronto paritario fra modi di pensare e di esprimersi differenti, con una impegnativa ricerca di sintesi su quell'unico tema che, come nella vita, viene sempre visto, interpretato e vissuto da ciascuno in modo personale.

Buona luce a tutti!

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