Un fotografo a tutto tondo dei nostri giorni: Emanuele Carpenzano

Gli autori minimalisti, siano essi artisti, saggisti, poeti o altro, sono quelli dotati della grande capacità di concettualizzare moltissimo attraverso pochi elementi. 
La proprietà di linguaggio e la padronanza nell’uso delle parole, in letteratura s’identificano nel famosissimo esempio del “m’illumino d’immenso” di Giuseppe Ungaretti.
Avendo avuto l’opportunità di seguire ieri a una "lectio" di Emanuele Carpenzano ho potuto scoprire che anche in fotografia si possono raggiungere eccellenze similari, attraverso l'uso  parsimonioso delle giuste parole e scatti fotografici. Mi spiego meglio.
In questi periodi di lockdown, Nikon con l’iniziativa “iofotografodacasa” ha avuto la felice intuizione di saper intrattenere e coinvolgere proficuamente i fotografi del proprio bacino d’utenza, senza però - in questo - voler escludere altri appassionati di fotografia; argomentando, con l'intervento di fotografi della propria scuola e con ampie e variegate dissertazioni, sulla fotografia professionale e non.
In questo quadro, Carpenzano ha proposto ieri in un incontro sulla “fotografia sociale” che, in poco più di un’ora e mezzo e con ritmo narrativo incalzante corredato dalla proposizione di notevoli immagini scelte, ha saputo dimostrare come si può eccellere nel racconto andando all'essenza.
Attraverso una succinta miscellanea, da lui sapientemente dosata, ne è venuta fuori un trattato minimalista sulla fotografia di superba efficacia, corredato da una lezione supportate da proprie fotografie di livello, frutto di esperienze professionali e non solo.
Non occorre dilungarsi oltre su quanto potrà facilmente essere constatato direttamente attraverso la visione della registrazione dell’evento, da attenzionare soprattutto, nel crescendo espositivo che va dal 27^ minuto in poi. 



Buona luce a tutti!

 © Essec

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