Galleria Studio: 31 ottobre 2018

Ne avevo già sentito parlare ma non pensavo potesse essere interessante più di tanto. 
Immaginavo che la Galleria fosse una delle tante iniziative autocelebrative che rivelano finalità scontate. Il ricevere per appuntamento poi. 
Invece l'esperienza è stata un turbinio di piacevoli sorprese. 
Intanto rivelava raggio di luce in una delle tante oasi che si nascondono nel panorama cittadino che custodisce con sapienza angoli di cultura, nello specifico fotografica, curata con professionalità e passione da un gallerista specializzato al passo col tempo. 
L'illustrazione della mostra che andavamo a visitare è stata, pertanto, un’immersione nella storia della fotografia. 
Ogni immagine proposta ha costituito spunto per agganci ad altri fotografi e non solo. 
Per noi, la scoperta dei “neri” di Gianni Berengo Gardin, accostato ad Henry Cartier Bresson per il suo lirismo della sua fotografia,  che andava a superare fra i primi il trauma del dopoguerra che ancora legava il nero alle nefandezze del regime fascista e della repentina distruzione e sostituzione delle stesse immagini in precedenza stampate in toni chiari, seguendo le mode del tempo; la lettura dell’ideologia politica sottostante agli scatti fotografici di Fulvio Roiter (più noto per i suoi scatti su Venezia); l'accostamento di Mario Giacomelli (quello dei pretini e delle donne di Scanno) alle produzioni fotografiche e le sue tecniche di stampa "sottrattiva"; la creatività e varietà' delle foto di Enzo Sellerio (anche coeditore, con la moglie Elvira Giorgianni, della nota casa editrice dei romanzi sul Commissario Montalbano di Andrea Camilleri), verista, impressionista, descrittivo; le immagini del paparazzo Tazio Secchiaroli, contrapposte ai suoi altrettanto splendidi ritratti realizzati negli anni sessanta; le tendenze emulative della fotografia pittorica/scultorica e i relativi utilizzi della luce; tante altre fotografie esposte e le relative anedottiche o complesse storie. 
Insomma, in un pomeriggio, un piccolo e intriso trattato di fotografia. 
Catturati dall’eleganza espositiva del padrone di casa, in compagnia poi di una fresca bottiglia di prosecco e accomodati in un accogliente salotto circondato da carte, volumi e una miriade di stampe fotografiche, si è continuato a dialogare su argomenti di fotografia. Racconti, storie, competizioni, contraddizioni, contapposizioni, connubi, positività, gelosie. 
Riferimenti non potevano mancare su Letizia Battaglia, assurta alla piena notorieta per le fotografie sugli omicidi di mafia, per parlare anche della casualità spesso connessa alla nascita di un fotografo professionista, della mancata opportunità in una prospettata e fattibile creazione di un organico museo della fotografia cittadino, dell’idea sottostante alla realizzazione del Centro Internazionale di Fotografia, delle sue prospettive future e della attuale gestione. 
Risvolti dell’origine del Mibact del Ministro Franceschini, delegato nella gestione fattuale alla Bravetta, dei relativi retroscena e dei possibili futuri sviluppi dell’intero progetto ad oggi. 
Più in generale, sono anche emersi pareri sulle visioni culturali delle amministrazioni pubbliche del territorio in merito alla gestione delle tante iniziative attuate e in corso, alle relative sponsorizzazioni e a tanto altro. 
In tutto questo discutere, non rendendosi conto che il tempo era intanto volato. 
Circa tre ore ad ascoltare e disquisire su argomenti di un notevole interesse che accomunavano coinvolgendo. 
In conclusione un pomeriggio ben investito, che dimostra ancora una volta come essere prevenuto non paga, con tutti quanti soddisfatti nell'aver visto tante opere esposte, assaporandone a pieno contenuti, storia e suggestione.
Buona luce a tutti!
 
 © Essec
 

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