"Reportage emozionale" di Cristina Corsi e Antonio Lorenzini
Cristina Corsi e Antonio Lorenzini, rispettivamente di Montevarchi e Siena, riescono a fare una fotografia, a quattro mani dicono loro, ma in verità con una sola mente.
Per chiarire, la loro mente costituisce l’assemblaggio naturale di due cervelli che ormai vedono con un ampio occhio panoramico, del tipo di quelle telecamere che riescono a racchiudere un raggio di 360 gradi, che possono vedere però anche gli angoli bui e gli interni nascosti.
Basta ascoltare i racconti dei loro portfolio, quando oltrepassano le sinossi sintetiche scritte per i lettori, per scoprire le complessità nei loro lavori.
Empatia, studio, sensibilità, partecipazione, sono elementi sempre presenti che costituiscono delle costanti, che accompagnano il loro modo di fotografare.
Il loro fare fotografia, seppur nato seguendo dei canoni classici, ben presto per entrambi si è trasformato in un metodo originale di scrittura visiva.
Dietro ogni immagine c’è la cattura dell’attimo fuggente del personaggio che loro vengono a raccontare; attuando un approccio delicato, sempre lieve, leggero, mai invadente, che rende immediatamente partecipe l’osservatore che si approccia a leggerne la narrazione.
Maggiormente efficace risulta la loro metodologia se applicata al mondo delle malattie invalidanti, rare, che loro prediligono trattare. Vissute come impegno sociale e desiderio costante di ricerche intimistiche.
Con Antonio ci siamo conosciuti attraverso la rete, seguendo una lettura di un suo portfolio in un concorso organizzato dalla Fiaf. Chi ne avrà voglia potrà anche leggere dei miei post che hanno riguardato alcuni lavori, realizzati da solo o con Cristina.
Lo scorso lunedì, Cristina e Antonio, ospiti del gruppo “We Love PH” di Lucca, hanno proposto "Reportage emozionale", illustrando quattro loro portfolio fotografici, accompagnandoli con i relativi racconti di backstage e rispondendo agli interventi del pubblico coinvolto.
Ho avuto modo di recuperare la visione attraverso la registrazione privata fatta dagli organizzatori dell’incontro e, senza alcuna retorica, devo dire che ne valeva la pena.
Per chiudere segnalo che Cristina e Antonio si rendono disponibili a ripetere l’iniziativa anche in altri ambienti. Basterà contattarli per concordare i termini per l’eventuale incontro.
Buona luce a tutti!
© Essec



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